Archivi tag: catasto

Riforma del Catasto 2015

n base a recenti comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate viene chiarita la road map della Riforma del Catasto, una delle misure contenute nella Delega Fiscale assegnata al Governo, che, pur a fronte di un percorso molto lungo, ridisegnerà il volto del catasto italiano.

La road map della riforma del catasto
Dopo l’istituzione delle commissioni censuarie che dovranno occuparsi della catalogazione degli immobili ai fini fiscali, a livello locale, lo step successivo della riforma del catasto inizierà a luglio 2015, momento in cui sarà avviato il campionamento degli immobili.
In base alle nuove modalità di classificazione previste scompariranno le vecchie categorie A/1, A/2, A/3 non ci saranno più case popolari e immobili di lusso e tutti gli immobili considerati come appartamenti confluiranno nella categoria O/1.
Per quanto riguarda i passaggi successivi, entro la metà del 2018 dovranno essere approntate le funzioni statistiche che consentiranno di ricalcolare il valore degli immobili, al fine di determinare, entro la fine del 2019, la nuova base imponibile necessaria per il ricalcolo delle differenti imposte sulla casa.
A tal proposito è opportuno segnalare che gli immobili non verranno più misurati in base ai vani ma in base ai metri quadri. Le nuove funzioni statistiche serviranno anche per rettificare il valore degli immobili tenendo conto anche di parametri come la superficie, la presenza di un ascensore nel palazzo, la tipologia di affaccio, il piano a cui è collocato l’appaertamento, l’ubicazione e lo stato di conservazione. Sarà determinato un valore unitario per 1 metro quadro che sarà, alla fine del calcolo, moltiplicato per il numero complessivo di metri quadri dell’immobile, così da ottenere il valore catastale e la rendita catastale.
L’attribuzioni delle nuove categorie catastali sarà a impatto zero, ovvero prevederà, almeno nelle intenzioni del legislatore, un’invarianza di gettito complessivo. La riforma del catasto è comunque pensata per superare iniquità ormai fin troppo diffuse (come quelle, ad esempio, delle abitazioni vecchie ma di lusso considerate come case popolari, perché situate nel centro storico), per questo a fronte dell’invarianza di gettito, i nuovi criteri dovranno cercare di rimodulare il valore catastale degli immobili: proprio per questo mentre alcune tipologie di abitazioni vedranno scendere il loro valore catastale, altre subiranno rivalutazioni che potranno variare tra il 30% e il 180%.

I nuovi servizi per il contribuente
L’Agenzia delle Entrate ha anche rinnovato la grafica e i contenuti del portale dedicato all’assistenza telematica per i servizi catastali e ipotecari.
In tale sezione sono state ampliate e riorganizzate le informazioni utili alla risoluzione dei problemi relativi alla consultazione e all’aggiornamento online delle banche dati ipotecaria e catastale.
Grazie a una complessiva riorganizzazione dei contenuti del sito:

  • i contribuenti potranno non solo trovare informazioni utili per il reperimento online dei dati catastali ma potranno, anche e soprattutto, richiedere di correggere i dati catastali inesatti attraverso il servizio Contact Center;
  • I professioni e le imprese potranno richiedere e ottenere assistenza online sull’utilizzo dei servizi di di consultazione catastale, come il Sister e sulle modalità per inviare i documenti utili all’aggiornamento delle banche dati catastali e ipotecaria (Docfa, Pregeo e Modello Unico). Anche per i professionisti è prevista la possibilità di correggere i dati catastali inesatti e di prenotare appuntamenti per consultare lo stato delle pratiche;
  • per i comuni e le amministrazioni locali sono state previste sezioni con informazioni specifiche.
Annunci

Catasto: come si calcola il valore degli immobili?

Ecco cosa prevede la riforma e chi rischia di pagare più tasse.

La Riforma del Catasto va avanti. L’altro ieri il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok al decreto legislativo relativo alle Commissioni Censuarie e adesso continua l’iter volto a modificare radicalmente l’universoimmobiliare italiano.

La novità più importante sarà infatti il cambiamento riguardante il valore degli immobili che verrà calcolato in base ad un algoritmo che porterà a definire le rendite e i valori catastali. Ma andiamo per gradi.

Le Commissioni censuarie
Il 10 novembre il CDM ha approvato il decreto legislativo relativo alle Commissioni, fissando le regole di composizione e di funzionamento. A livello locale, le nomine dei presidenti e dei membri saranno appannaggio del presidente del Tribunale locale. I membri verranno scelti in base ai nomi proposti dalle associazioni di categoria, dagli ordini professionali, dall’Agenzia delle Entrate e dall’Anci.

Per quanto riguarda la Commissione centrale invece, il presidente verrà nominato con Dpr in seguito alla proposta del Ministro dell’Economia e dopo una delibera dello stesso Consiglio dei Ministri.

Le Commissioni avranno il compito di gestire la revisione dei quadri tariffari estimali e di valutare gli algoritmi in base ai quali verrà stabilito il valore e la rendita unità per unità.

Il nuovo algoritmo
I punti cardine della riforma sono i seguenti:
1)Le nuove tasse sugli immobili, Imu e Tasi su tutti, ma anche la Tari (tassa si rifiuti) verranno determinate in base alle rendite catastali.

2) Le valutazioni catastali di ogni immobile non verranno più calcolate in base ai vani, ma in base ai metri quadri.

3) Le rendite e i valori catastali saranno calcolati in base a un algoritmo che terrà conto di vari parametri quali: metri quadri, microzona di appartenenza, tipologie (negozi, abitazioni eccetera). Al valore medio di mercato scaturito dal calcolo calcolo si applicheranno dei coefficienti che dipenderanno da ubicazione, epoca di costruzione e grado di finitura.

Secondo gli esperti, dal punto di vista fiscale, molti proprietari rischiano di pagare più tasse, in primis coloro che possiedono case di lusso e di pregio e che oggi, secondo il Governo, pagano meno del dovuto.

L’iter
La riforma del Catasto entrerà in vigore nei prossimi 3 – 5 anni. Dopo l’approvazione dei cambiamenti relativi alle Commissioni censuarie, si passa al decreto relativo al valore patrimonalie medio dell’immobile che prevede una stima in base al valore di mercato rilevato dall’Omi.

I tempi di attuazione della riforma catastale e del passaggio definitivo dai vani ai metri quadri non sono comunque brevi: si parla di 3, ma anche 5 anni.
Contemporaneamente verrà elaborato l’algoritmo che consentirà di calcolare la rendita in mase ai metri quasi.

Fatto ciò, si provvederà a censire i 66 milioni di immobili ubicati sul territorio sulla base dei nuovi parametri.

Riforma del Catasto

Cosa cambia per le rendite e il valore catastale (e come difendersi).

Riforma del Catasto, che cosa cambia? Una domanda semplice alla quale non si riesce a trovare una risposta altrettanto chiara, tra specifiche su nuovi algoritmi e commissioni composte da esperti di statistica ed econometria. Certo, i lavori parlamentari in merito sono ancora lunghi: dalla legge delega (23/2014) siamo appena giunti alla bozza del primo decreto legislativo, che deve ancora superare lo scoglio dell’esame parlamentare. Eppure, tra i vari tecnicismi, c’è già chi teme che il rischio stangata sia proprio dietro l’angolo.

Riforma del Catasto: le novità

Il tema centrale, ovviamente, è quello delle rendite catastali, la cui nuova attribuzione (ed eventuale revisione) sarà di competenza di apposite commissioni locali (una per provincia). I componenti saranno sei: due delle Entrate, uno degli enti locali e tre professionisti indicati da Ordini e associazioni di categoria. La commissione centrale, invece, giudicherà i possibili ricorsi.

Altro aspetto particolarmente delicato è quello dei nuovi algoritmi che si utilizzeranno per stabilire il valore patrimoniale medio. Obiettivo del Governo è quello di fare in modo che gli estimi catastali siano allineati al 100 per cento al valore di mercato degli immobili, basandosi sui metri quadrati e non sui vani. Una proiezione in merito, elaborata dal quotidiano economico il Sole 24 ore, ci restituisce una situazione di generalizzato aumento della base imponibile Imu attuale, con possibili ricadute sull’intero comparto della tassazione sulle abitazioni. L’immobile preso in considerazione nella successiva tabella è di 91 metri quadri, inquadrato nella categoria catastale A3 e situato nel semicentro cittadino.

Sono sempre più ricorrenti, infatti, i dubbi su come l’esecutivo abbia intenzione di dare vita al famoso principio dell’invarianza di gettito, pensato proprio per scongiurare effetti negativi di questo tipo.

Come tutelarsi?

Davanti al diffuso timore di improvvisi rincari, è giusto pensare a come tutelarsi. Il cittadino, infatti, non sarà costretto a rimanere inerme davanti all’attribuzione di nuove rendite che riterrà inesatte o ingiustificate: avrà la possibilità di fare ricorso, rivolgendosi direttamente alle commissioni tributarie. Il sempiterno Tribunale Amministrativo Regionale (Tar), dal canto suo, si occuperà solo di possibili questioni di legittimità.

Riforma del catasto: pronto il primo decreto

La riforma del catasto è tra le priorità del governo. L’obiettivo è assicurare equità e incrementare gli incassi. Tra le novità valore in base ai metri quadri, localizzazione e stato dell’immobile.

Obiettivo riforma del catasto – La bozza di modifica è oramai sul tavolo da parecchi mesi ma adesso l’esecutivo ha intenzione di dare un forte accelerata in tema di riforma catastale. Infatti da diverso tempo il governo, incalzato dalle parti sociali, ha intenzione di rivedere le rendite catastali di circa 63 milioni di immobili, al fine di garantire equità ed incrementare gli incassi. In quest’ottica il presidente ANCI Piero Fassino ha già dichiarato che la riforma dovrà per forza passare dal vaglio dei Comuni, in quanto sono questi enti ha conoscere il territorio è possono garantire l’equilibrio necessario per l determinazione delle rendite degli immobili.

Il primo decreto in materia sembra essere a buon punto visto che lo stesso prevede che vi sia la una riforma delle commissioni censuarie, necessarie per rideterminare i valori delle nuove rendite catastali. Queste ultime saranno determinate avendo come base i metri quadri (e non più i vani come nel passato), e le commissioni avranno il compito di validare gli algoritmi che creeranno i valori delle rendite.

Al fine di attuare la riforma si è anche creare un commissione ristretta paritetica con il compito di valutare il decreto che a breve dovrebbe essere presentato in Parlamento. Secondo i programmi dell’esecutivo i decreti necessari alla revisione catastale dovrebbero essere 30, da presentare entro marzo 2015. Le nuove commissioni saranno formate da esperti di agronomia, ingegneri, tecnici ed esperti di statistica ed econometria, rappresentanti di agenzia delle entrate e magistrati. Le commissioni saranno quindi strutturate in modo tale da poter approvare l’algoritmo necessario a determinare il valore medio ordinario. Quest’ultimo oltre ai metri quadri dell’immobile terrà conto anche del valore di mercato, della localizzazione, della presenza di ascensore, dello stato di manutenzione, ecc. Sul punto Gianni Guerrieri, direttore dell’osservatorio del mercato immobiliare assicura che l’iniquità attuale sarà ridotta di molto e che oltre a garantire maggiore equilibrio dal punto di vista fiscale il nuovo catasto sarà più dettagliato, preciso e trasparente.

La buona notizia è che i cinque anni previsti per riformare il catasto da parte dell’agenzia delle entrate potrebbero presto essere ridotti a tre. Ne è convinto ad esempio Mirco Mion, presidente Agefis, l’associazione dei geometri fiscalisti. Secondo le simulazioni realizzate dall’associazione il tavolo di studi creato potrebbe finire l’operazione di riforma entro il triennio. Per censire i metri quadri di circa il 70 % delle abitazioni italiani si potrebbero infatti usare i servizi dei circa 107 mila geometri italiani, esperti che potrebbero essere utili sia al Comune che alle commissioni censuarie stesse.