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ARRIVA l’IMUS

Nel disegno di legge di conversione del Milleproroghe, approvato dalla Camera dei Deputati, vengono affrontati temi relativi ai tributi locali, come Tari e IMUS, la nuova imposta che entrerà in vigore nel 2016. Ecco di che si tratta.

Tra i vari temi su cui è intervenuto il Milleproroghe, tra cui le novità 2015 su Partite IVA e nuovi minimi, ci sono anche i tributi degli Enti locali, come Tari e IMUS.

Rispetto alla partecipazione degli Enti locali all’accertamento dei tributi erariali, viene stabilito che dal dal 2012 al 2017 la quota di gettito ai fini di questa partecipazione è elevata al 100%, nonostante la legge n. 190/2014, art. 1, comma 702, aveva previsto detta quota nella misura del 55% per gli anni 2015-2017.

Sulla Tari è stato disposto che per il 2014 valgono le deliberazioni regolamentari e tariffarie in materia che i Comuni hanno adottato entro il 30 novembre 2014. Gli Enti che non hanno deliberato i regolamenti e le tariffe entro questa data devono procedere alla riscossione sulla base delle tariffe applicate per l’anno 2013.

e poi c’è l’IMUS…ma che cos’è?

IMUS dal 2016

Nonostante ricordi l’IMU, la nuova tassa IMUS non è una tassa sulla proprietà immobiliare, ma è l’imposta municipale secondaria che dal 2016 sostituirà:

  • la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche;
  • il canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche;
  • l’imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni;
  • il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari.

Sulla nuova imposta aleggiano diversi dubbi, poiché l’imposta era prevista già per il 2014, ma poi il termine è stato differito al 2015 e nel testo del Milleproroghe effettivamente un riferimento chiaro al 2016 non c’è. Quindi che fare?

A fare un po’ di chiarezza ci ha pensato il MEF, che con la risoluzione n. 1/DF del 12 gennaio 2015 ha disposto che:

“i comuni possono introdurre l’IMUS solo a seguito dell’emanazione del regolamento governativo di cui al comma 2 dell’art. 11 in commento (art. 11, comma 2, D.Lgs. n. 23/2011, ndr) e che la mancata emanazione di quest’ultimo provvedimento non determina automaticamente l’abolizione dei tributi e dei canoni che l’IMUS è destinata a sostituire”.

Quindi, in mancanza del regolamento il Comune non può istituire l’IMUS, così come in assenza di disposizioni normative nazionali l’Ente locale non potrebbe esercitare la potestà regolamentare, poiché mancherebbero

“alcune disposizioni normative fondamentali per la compiuta disciplina del tributo in questione”.

Il regolamento in questione deve occuparsi della

“fissazione di tariffe differenziate in base alla tipologia ed alle finalità dell’occupazione, alla zona del territorio comunale oggetto dell’occupazione ed alla classe demografica del comune”.

Alla luce di ciò, per comprendere quando verrà introdotta effettivamente la nuova imposta e quando andrà pagata, la risoluzione del MEF spiega che fino a quando non verrà introdotto il regolamento governativo i Comuni non potranno istituire con il regolamento comunale l’IMUS e continueranno ad applicare le 4 tasse suddette.

Quindi per pagare c’è ancora tempo!

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