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Nuovo Isee 2015

3 cose da sapere sul riccometro, tra autocertificazioni, redditi, depositi bancari e postali.

Nuovo Isee 2015, è ormai countdown per l’entrata in vigore del nuovo indicatore della situazione economica equivalente, volgarmente conosciuto con il termine “riccometro”. Il vecchio indicatore, infatti, risaliva al 1998, e con il passare degli anni si era rivelato inefficace per contrastare l’impressionante mole di dichiarazioni false da parte dei richiedenti delle prestazioni sociali agevolate previste dalle legge. Se qualche allarme sui suoi possibili effetti è già stato lanciato, ecco 3 cose da tenere bene in mente.

1. Diminuisce la componente autocertificativa

Innanzitutto, viene fortemente ridimensionata la componente autocertificativa prevista dalla Dichiarazione sostitutiva unica. Sarà, infatti, l’anagrafe tributaria a fornire le informazioni di tipo patrimoniale e reddituale utili alla determinazione del nucleo familiare.

2. Aumentano i redditi coinvolti

Sicuramente è da segnalare che il nuovo Isee allarga decisamente la platea dei redditi che andranno a formare la situazione economica delle singole famiglie. Saranno ricompresi tutti i redditi tassati con regimi sostitutivi o a titolo di imposta, così come tutti i redditi esenti e quelli figurativi degli immobili non locati e delle attività immobiliari.

3. Addio al riferimento al saldo contabile al 31 dicembre per i conti correnti

Tra le novità più invocate dagli esperti, il riferimento al solo saldo contabile attivo al 31 dicembre dell’anno precedente la presentazione della dichiarazione. Per quanto riguarda i conti correnti bancari e postali, infatti, verrà presa in considerazione la loro consistenza media annua.

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Nuovo ISEE 2015

Ecco come richiedere il modello da gennaio.

Dopo il via libera del Garante della Privacy, si prepara al debutto la DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica, che dovrebbe arrivare entro la fine del mese di novembre, grazie alla quale entrerà in vigore il nuovo ISEE 2015, a partire dal 1 gennaio.

L’ISEE è l’indicatore della situazione economica equivalente, ovvero un documento necessario per verificare la situazione economica del nucleo familiare, al fine di organizzare l’accesso a prestazioni sociali o sociosanitarie erogate dallo Stato.

Il Garante ha approvato lo schema messo a punto dal ministero del Lavoro per la DSU, che sarà il punto di partenza per il calcolo del nuovo ISEE, ovvero il documento tramite il quale i contribuenti dovranno dichiara tutte le informazioni utili ai fini del calcolo ISEE. Ciò in base a quanto disposto dall’art. 10, comma 3, del DPR n. 159/2013, pubblicata sulla G.U. del 24 gennaio 2014.

L’ultimo step per rendere la riforma operativa è il decreto applicativo del ministero del Lavoro. La riforma del nuovo ISEE prevede un periodo di transizione pari a 30 giorni tra l’entrata in vigore del decreto con la DSU e il momento operativo.

Riforma nuovo ISEE: cosa cambia con la DSU?

Tra i cambiamenti più importanti previsti dalla riforma ISEE c’è il minore spazio dedicato all’autocertificazione. Tutti gli elementi già noti all’amministrazione finanziaria infatti (come il reddito) saranno rilevati automaticamente dai database dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS e non saranno più dichiarati dai contribuenti, i quali invece continueranno a dare informazioni relative alla composizione del nucleo familiare e agli immobili.

I controlli incrociati tra Agenzie delle Entrate e INPS dovrebbero rendere meno agevole ingannare il Fisco con false dichiarazioni.

Come sancito dall’art. 10 del DPR suddetto, che stabilisce in sostanza le regole della Dichiarazione, la DSU ha carattere modulare, componendosi di:

  • un modello base relativo al nucleo familiare;
  • fogli allegati relativi ai singoli componenti;
  • moduli aggiuntivi, di cui è necessaria la compilazione qualora rilevino ai fini del computo dell’ISEE le componenti aggiuntive, di cui all’allegato 2;
  • moduli sostitutivi, in caso di richiesta dell’ISEE corrente, di cui all’articolo 9;
  • moduli integrativi, nel caso si verifichino le condizioni di cui all’articolo 11, commi 7 e 8, nonché del comma 7, lettera e), primo periodo, del presente articolo.

La DSU verrà presentata ai Comuni, ai CAF, all’amministrazione o alla sede dell’INPS competente per territorio.

Tra le altre novità i redditi considerati: nel calcolo ISEE non saranno considerati solo i redditi IRPEF, ma anche tutte le entrate esenti da tassazione, come borse di studio, pensioni di invalidità, assegni al nucleo familiare.

Come richiedere l’ISEE?

Come richiedere l’ISEE? Cosa cambierà da gennaio 2015? I contribuenti dovranno recarsi al CAF e compilare la DSU, che entro 4 giorni lavorativi sarà inviata in via telematica al sistema informativo dell’ISEE, che sarà gestito dall’INPS.

Sempre entro 4 giorni l’INPS procederà al calcolo dell’ISEE sulla base di quanto dichiarato nella DSU, nonché dai controlli incrociati tra gli enti dell’amministrazione finanziaria, INPS, AdE, Anagrafe dei conti correnti.

Dopo questo iter, entro 10 giorni dalla presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica, il contribuente riceverà il proprio ISEE dall’INPS. Come ottenere il materiale cartaceo?

  • tramite un indirizzo PEC;
  • scaricando tutto direttamente dal sito INPS;
  • ritirando il materiale presso il CAF, attraverso una delega specifica.

Come ottenere il nuovo ISEE: tutta la procedura

DSU (dichiarazione sostitutiva unica): trasmissione, acquisizione, determinazione e il ritiro del modello ISEE.   Con l’ok arrivato ieri del Garante della Privacy, tutto sembra pronto per l’avvio del nuovo modello ISEE (manca solo l’approvazione dell’Inps del nuovo disciplinare tecnico).   Con le regole appena approvate, cambia tutto il meccanismo e l’iter procedurale per procurarsi l’Isee. Si esce completamente dalla sfera del classico documento di “autocertificazione”; si tratterà piuttosto di una attestazione rilasciata dalla pubblica amministrazione sulla base delle informazioni reddituali e patrimoniali in proprio possesso relative al cittadino. Ecco dunque la nuova procedura.   Chi voglia usufruire di una prestazione sociale agevolata (per es. sconti negli asili, mense scolastiche, sussisti assistenziali, borse di studio universitarie, prestazioni socio-sanitarie) dovrà inizialmente presentare la cosiddetta DSU (Dichiarazione sostitutiva unica) direttamente all’ente che eroga la prestazione, oppure ai Comuni, ai Caf, o alle sedi Inps territoriali. La DSU è una sorta di autodichiarazione fatta dal contribuente e dovrà contenere le informazioni sul proprio nucleo familiare (con indicazione specifica anche della situazione reddituale e patrimoniale).   Si tratta di un passaggio fondamentale, posto che il nuovo Isee sarà calcolato sulla base dei redditi, dei patrimoni e della composizione del nucleo familiare autodichiarati dal cittadino attraverso la Dsu o la Dsu mini.   In realtà la Dsu può essere di due tipi (a seconda del tipo di prestazione che si intende richiedere e di alcune caratteristiche del nucleo familiare):   – Dsu ordinaria.   – Dsu mini. Quest’ultima non potrà essere utilizzata nei casi di: – richieste di prestazioni per il diritto allo studio universitario; – presenza di nuclei di persone con disabilità o non non autosufficienti; – presenza di figli i cui genitori non siano coniugati tra loro, né conviventi; – esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi o sospensione degli adempimenti tributari.   Entro quattro giorni lavorativi dalla ricezione della Dsu i soggetti che la hanno acquisita trasmetteranno in via telematica i dati contenuti al sistema informativo dell’Isee, gestito dall’Inps.   A questo punto, l’Inps, entro quattro giorni lavorativi dalla ricezione dei dati, calcolerà l’Isee sulla base delle informazioni raccolte con il modello Dsu e di tutte le informazioni reperite negli archivi della pubblica amministrazione, dell’Inps e dell’agenzia delle Entrate (come l’anagrafe tributaria, l’anagrafe dei conti correnti, le indicazioni del PRA, ecc.).   Quindi l’Inps consegnerà all’interessato l’Isee entro il decimo giorno lavorativo successivo alla presentazione della Dsu. Per ritirare il proprio modello Isee, è possibile indicare un indirizzo Pec (posta elettronica certificata) o è possibile scaricarlo dal sito Inps oppure dare mandato al Caf.   Se dopo 15 giorni lavorativi dalla data della presentazione della Dsu il cittadino non ha ancora ricevuto l’Isee, può compilare il modulo integrativo FC.3 per autodichiarare i dati e ottenere un’attestazione provvisoria. Come chiarisce Francesca Milano su “Il Sole 24 Ore” di oggi, “l’Isee calcolato sulla base dei dati contenuti nelle Dsu terrà conto del reddito di tutti i componenti della famiglia, del loro patrimonio (valorizzato al 20%) e di una scala di equivalenza in base alla composizione del nucleo e alle sue caratteristiche. L’Isee terrà anche conto di particolari situazioni di bisogno, prevedendo trattamenti di favore per i nuclei con tre o più figli o per le famiglie con persone con disabilità o non autosufficienti. Come la Dsu, anche l’Isee non sarà più unico: sarà possibile calcolare l’Isee standard, ma anche l’Isee università, l’Isee socio-sanitario, l’Isee socio-sanitario residenze, l’Isee minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi, e l’Isee corrente, che consiste in un indicatore aggiornato ai redditi degli ultimi 12 mesi quando si siano verificate rilevanti variazioni del reddito, come nel caso di perdita del posto di lavoro”.

Smentita sulle pensioni pagate il 10 di ogni mese

Solo per chi ha il doppio assegno.

La Ragioneria ha bollinato ieri sera il Ddl sulla cosiddetta Legge di stabilità licenziato dal Consiglio dei ministri il 15 ottobre. Nel testo figurano poche novità, dalla ridefinizione del nuovo Isee al chiarimento del Mef sullo slittamento del pagamento dell’assegno di pensione. In particolare, quest’ultima questione aveva tenuto banco negli scorsi giorni, tra le proteste dei sindacati e dei pensionati; alla fine, però, come spesso succede in questi casi, tutto si è risolto in una bolla di sapone. Come infatti ieri ha confermato l’Inps in un messaggio, e come si legge nel testo della stessa Ragioneria,il differimento al 10 di ogni mese riguarderà unicamente gli 800mila anziani titolari di due pensioni: Inps e Inpdap. Dunque, la novità non riguarda tutti i pensionati, ma una strettissima minoranza. Pericolo scampato.

Resta però il problema dell’aumento dell’IVA come da noi anticipato qualche giorno fa. Infatti, nel testo definitivo viene prevista la cosiddetta “clausola di salvaguardia IVA”: saranno aumentate le aliquote dell’Iva che, attualmente sono al 10% e al 22% a partire dal 2016 e dal 2018. Il picco massimo verrà raggiunto tra 4 anni con un’aliquota del 25,5%. Ma già tra un anno ci potrebbe essere il primo aumento di ben 2 punti percentuali (dal 22 al 24%).

Ecco le altre novità contenute nel testo “bollinato” ieri dalla Ragioneria.

ISEE: Conti correnti nel calcolo

Cambia il calcolo dell’Isee, che terrà conto anche delle giacenze annue di depositi e conti correnti bancari e postali. Cambia dunque in corsa il nuovo indicatore della situazione economica equivalente che dal 1° gennaio prenderà il posto del vecchio sistema datato 1998.

BONUS BEBÈ: Assegno da 960 euro annui

Bonus bebè da 960 euro annui, erogato con cadenza mensile, a decorrere dal mese di nascita (o di adozione) fino al terzo anno d’età (o d’ingresso nel nucleo familiare). A condizione che il reddito dei genitori non superi complessivamente i 90mila euro.

IRAP: Aliquota al 3,9% nel 2014

Confermato il taglio dell’Irap con il ripristino retroattivo dell’aliquota al 3,9% (dal 3,5%) dal 1° gennaio 2014, mentre dal 2015 scatterà la deduzione, dalla base imponibile dell’imposta, del costo del lavoro per i soli contratti a tempo indeterminato.

DECONTRIBUZIONE: Esonero fino a 8.060 euro

Sgravio contributivo per tre anni sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate nell’arco del 2015. I datori di lavoro sono esonerati dal pagamento di un importo massimo di 8.060 euro su base annua (i contributi saranno versati dallo Stato).

GIOCHI: Aumento Preu da aprile 2015

Aumento del Preu (prelievo unico) sulle new slot dal 1° aprile 2015 (e non più dal 1° gennaio). Per contrastare il gioco illegale sanzione di 1.500 euro al giorno per le new slot scollegate dal sistema centralizzato, e lo stesso vale per i “totem” per i giochi on line.

PATENT BOX Sconto fiscale sui brevetti

Nel testo “bollinato” della legge di stabilità anche la defiscalizzazione dei redditi da brevetti. L’esclusione dal reddito complessivo imponibile è del 30% nel primo periodo di imposta (2015), del 40% nel secondo e del 50% nei successivi tre.

ISTRUZIONE: Restano i commissari esterni

Marcia indietro del governo sulle modifiche alle commissioni per l’esame di maturità. È saltata la norma che imponeva, da giugno 2015, 6 commissari tutti interni, tranne il presidente. Si rimarrà alle norme attuali: 3 commissari interni, 3 esterni.

Isee precompilato dal 2015

Un Isee precompilato. Ma solo da gennaio 2015,

Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sui nuovi modelli dell’indicatore della situazione economica equivalente. Decreto che, a quasi un anno dalla riforma degli indicatori, non ha ancora trovato il crisma dell’ufficialità. Ora, sembra che, per venire incontro anche alle richieste dei comuni, che devono rielaborare le soglie Isee, si sarebbe trovato un accordo per far pubblicare il decreto a metà ottobre.

Da lì, come da indicazione normativa, passerebbero i 40 giorni necessari per diramare i nuovi modelli e rendere pienamente operativa la riforma.

Valeriano Canepari presidente della consulta nazionale dei Caf si dice fiducioso del nuovo calendario: «Si sta lavorando con forte collaborazione con ministero del lavoro e Inps per far partire l’Isee dal 1° gennaio».

Il nuovo modello funzionerà sulla stessa direzione del modello 730 precompilato. Oggi, per predisporre e compilare l’Isee, il contribuente si reca presso un Centro di assistenza fiscale (Caf) o presso l’Inps (Istituto nazionale di previdenza sociale) e fornisce i dati necessari, tutti autocertificati.

In questo modo, terminata la compilazione, torna a casa con un modello Isee in tasca. Con le nuove regole si ribaltano completamente i piani. Il contribuente, infatti, fornirà soltanto alcune informazioni attraverso l’autocertificazione; per il resto, il Caf trasmetterà all’Inps tutto il materiale e l’Inps verificherà la correttezza delle informazioni, attraverso l’accesso alla banca dati dell’anagrafe tributaria.

Un lavoro più complesso che non si concluderà in un giorno e costringerà il contribuente ad almeno un secondo appuntamento, per il ritiro del certificato. In caso di dati in contrasto o di informazioni anomale, il Caf dovrà verificare con il contribuente .

Social card 2014

Ecco requisiti e parametri Isee per richiederla.

Social card 2014, un dispositivo pensato per fornire un minimo di supporto agli italiani che lottano contro il problema della povertà: ne conosciamo due tipi fondamentali,quella sperimentale e la carta acquisti ordinaria. Se quest’ultima offre un bonus piuttosto ristretto di appena 40 euro al mese ad anziani e famiglie con bambini al di sotto dei tre anni, anche la versione sperimentale più estesa è finita sotto lo sguardo indagatore dell’Europa. L’Ue, infatti, ha spronato il nostro Paese a fare molto di più per affrontare il dilagante fenomeno dell’impoverimento, che sta colpendo in particolar modo le famiglie più numerose. Per questo, la Social card sperimentale che ha iniziato il suo cammino in 12 grandi città (ovvero quelle con più di 250 mila abitanti) sta per compiere un deciso salto di qualità, con un importante allargamento di portata.

In arrivo l’estensione a 8 regioni del Sud

A quanto risulta, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti sarebbe pronto a estendere, entro il mese di luglio, il piano a 8 regioni del Sud, utilizzando 167 milioni di euro per rifinanziare la carta. In questo modo, l’importo spettante varierebbe dai 230 fino ai 400 euro al mese, tarati a seconda della situazione di disagio e di esclusione dal mondo del lavoro patita dai nuclei familiari ammessi al beneficio. Così facendo la platea dei beneficiari supererebbe quota 200 mila persone in tutta Italia.

Chi saranno i beneficiari

Come ben sappiamo, i requisiti per poter accedere alla Social card sono molto stringenti, a partire dall’Isee (che non può superare quota 3 mila euro) fino a tutti i limiti patrimoniali previsti. Il Governo, tuttavia, starebbe lavorando in particolar modo anche al comparto dei controlli, da effettuare in maniera incrociata grazie a Comuni, Inps e Agenzia delle Entrate, nella convinzione di non potersi più accontentare delle classiche dichiarazioni sostitutive per elargire questo sussidio.

Le coperture economiche: addio alla vecchia Carta acquisti da 40 euro?

Il problema, ancora una volta, sono le necessarie coperture economiche. Sul tavolo del Governo, innanzitutto, c’è l’ipotesi di mandare in soffitta la vecchia Carta acquisti da 40 euro mensili, in modo da poter destinare le risorse a essa riservate al potenziamento della nuova Social card.

Riforma dell’ISEE: a che punto siamo?

Sono molti i soggetti coinvolti nella riforma dell’ISEE, Indicatore della situazione economica equivalente, che dovrebbe misurare con maggiore precisione le effettive condizioni economiche dei richiedenti e degli utenti di prestazioni sociali. Facciamo il punto dello stato avanzamento lavori.

Dopo due anni dalla preannunciata riforma prevista dal decreto Salva Italia, il 24 gennaio 2014 ha avuto finalmente luce il DPCM con il quale il Governo riforma la modalità di determinazione dell’ISEE (DPCM 159/2013).

A partire dall’8 febbraio, come previsto dallo stesso decreto, è iniziato il conto alla rovescia dei 120 giorni previsti e necessari alla pubblicazione del decreto attuativo, da emanare previo parere del Ministero dell’Economia, dell’Inps, dell’Agenzia delle entrate e del Garante per la Privacy.

Essendo trascorso tale periodo di tempo ed essendo ormai passata la fatidica data del 9 giugno, ci chiediamo: a che punto siamo con il “nuovo” ISEE?

Pur essendo svoltesi nel frattempo a livello locale tavole rotonde e incontri tecnici di settore per capire e interpretare la nuova riforma, nulla di concreto bolle ancora in pentola.

Significativo a tal proposito l’incontro svoltosi verso la fine maggio a Roma tra la delegazione ANCI con competenza sugli affari sociali e il Ministero delle Politiche Sociali sullo stato di avanzamento della riforma.

Il Ministero, nella persona del Direttore Generale per le Politiche e Inclusioni Sociali, ha dichiarato che, pur non essendoci stata ancora alcuna pubblicazione, il decreto attuativo è quasi in via di ultimazione: i modelli della nuova dichiarazione ISEE sono pronti così come le istruzioni per la compilazione, manca solo il via libera del Garante della Privacy. Di conseguenza il decreto attuativo potrebbe essere già pubblicato nel mese di giugno.

L’eventuale pubblicazione del decreto attuativo darà il via a un countdown senza proroga: a partire dalla sua pubblicazione decorreranno 30 giorni entro i quali tutti i soggetti coinvolti (enti erogatori, CAF, Università, Comuni) dovranno adeguare procedure, sistemi informativi, politiche del welfare e regolamenti al fine di recepire e attuare la nuova riforma.

Dall’altro canto gli enti coinvolti (Comuni, CAF ed enti erogatori) stanno cercando di fare fronte comune per ottenere, ciascuno a vario titolo, uno slittamento dell’entrata in vigore del nuovo ISEE.

Comuni per voce dell’ANCI auspicherebbero un rinvio ad inizio 2015, in primo luogo per via del recente rinnovo delle cariche amministrative in oltre il 50% dei Comuni italiani e, in secondo luogo, per il fatto che alcuni dei provvedimenti interessati sono adottati dalle Regioni, molte delle quali sono coinvolte nel rinnovo delle cariche amministrative.

La Consulta CAF per voce dei suoi rappresentanti ha chiesto un rinvio del decreto della nuova riforma quanto meno al mese di ottobre se non addirittura a inizio 2015, per evitare un suo accavallamento con la campagna fiscale e RED e l’imminente avvio della campagna universitaria ISEEU.

In attesa che qualcosa si muova, Comuni, Università e Enti erogatori viaggiano a vista e, nelle pubblicazioni di bandi e avvisi, si limitano ad informare l’utenza della possibile riforma dell’ISEE che ridisegnerebbe tutto il quadro delle politiche del welfare.

In conclusione, quando e come il decreto attuativo dell’ISEE verrà pubblicato sarà una scelta squisitamente politica, come detto dallo stesso Direttore Generale del Ministero.

A nostro parere non è da escludere anche una partenza ritardata al prossimo autunno, periodo in cui il lo stesso Ministero avrà anche a disposizione il dato sintetico dei conti correnti, dato rilevante ai fini della determinazione della situazione patrimoniale.

Nell’attesa, in assenza di pubblicazione del tanto sospirato decreto attuativo, restano in vigore le attuali modalità di calcolo e normativa così come previsto dal D.L. 109/98.