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Invalidità civile: come ottenere il riconoscimento

Sono invalidi civili i cittadini affetti da una menomazione o deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito (congenito o acquisito) che a seguito di tale condizioni:

  • abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore ad un terzo;
  • se minorenni, che presentino difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni tipiche della loro età. Ai soli fini dell’assistenza socio sanitaria e della concessione dell’indennità di accompagnamento, si considerano invalidi civili anche le persone con più di sessantacinque anni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie della loro età della vita quotidiana o di relazione.

Si definisce civile il tipo di invalidità che non è riconducibile a cause di servizio, guerra, lavoro. Viene definita in percentuale. Ne consegue che non rientrano tra gli invalidi civili: gli invalidi di guerra, gli invalidi del lavoro, gli invalidi per servizio, i ciechi e i sordomuti. Per queste categorie si applicano leggi diverse.

E’ bene precisare che lo stato di invalido civile non va confuso con quello di portatore di handicap, che viene riconosciuto dall’Inps con criteri e procedure differenti.

Chi può presentare domanda 
Per poter ottenere i benedifici connessi allo stato di invalidità civile è necessario ottenere il riconoscimento della suddetta invalidità. La richiesta può essere presentata:

  • dall’interessato che si ritiene invalido;
  • da chi lo rappresenta legalmente (genitore, o tutore nel caso degli interdetti);
  • da chi ne cura gli interessi (il curatore nel caso degli inabilitati).

A chi si presenta la domanda 
La richiesta di riconoscimento di invalidità va presentata all’INPS territorialmente competente. Dal 1° gennaio 2010 la domanda può essere presentata in via telematica e il primo passo da effettuare è rivolgersi al proprio medico curante per ottenere il necessario certificato.
Il medico curante, in qualità di medico certificatore, deve attestare la natura delle infermità invalidanti, compilando un apposito modello di certificazione predisposto dall’INPS. 
Esso dovrà essere inviato a sua cura, per via telematica e ne dovrà lasciare copia al paziente affinchè questi lo possa esibilre durante la visita medica.

Domanda all’Inps
La domanda, che deve indicare oltre ai dati personali, anche il tipo di riconoscimento richiesto, va presentata all’Inps entro 30 giorni dalla produzione del certificato medico; decorso tale termine occorrerà infatti un nuovo certificato.

Anche la domanda vera e propria all’Inps deve essere effettuata telematicamente a cura dell’individuo che richiede il riconoscimento dell’invalidità.
In questo caso la persona deve disporre del codice PIN (codice numerico che consente l’accesso al servizio).
In alternativa la domanda può essere presentata attraverso gli enti abilitati come le associazioni di categoria, patronati, caaf.

Chi riconosce l’invalidità
L’invalidità civile è riconosciuta dall’ASL che decide in materia attraverso una specifica Commissione medica
La Commissione è composta da un medico specialista in medicina legale, avente la funzione di presidente e da due medici di cui uno scelto tra gli specialisti in medicina del lavoro. Dal 1° gennaio 2010, la Commissione è integrata da un medico INPS.
Alla Commissione partecipa altresì un sanitario in rappresentanza dell’Associazione nazionale dei mutilati ed invalidi civili (ANMIC).

Benefici economici derivanti dal riconoscimento
Il riconoscimento dell’invalidità civile porta al riconoscimento di una serie di prestazioni economiche a favore dell’invalido. L’entità e la tipologia dei benefici dipendono dalla gravità dell’invalidità e da altre specifiche condizioni, come ad esempio l’età del soggetto.
I benefici economici riconosciuti decorrono dal mese successivo alla data di presentazione della domanda di accertamento sanitario all’ASL, salva diversa indicazione della Commissione medica. Si tratta di:

  • pensione di inabilità (per le persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni in caso di invalidità al 100%);
  • assegno mensile (per gli invalidi civili che presentino una considerevole riduzione della capacità lavorativa e che siano in stato di necessità economica);
  • indennità di accompagnamento (per le persone che si trovino in stato di invalidità totale);
  • indennità di accompagnamento ai minori;
  • indennità mensile di frequenza (per le famiglie di minori che si trovino in stato di bisogno economico e che debbano sostenere spese connesse a scuola o centro terapeutico e riabilitativo).
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Cud 2014: come scaricarlo o richiederlo, a chi e a cosa serve, chi lo spedisce

È finalmente disponibile per il download sul sito dell’Inps il Cud 2014, il documento attestante i redditi percepiti nel 2013 a titolo di indennità di disoccupazione o a titolo di pensione.  Accedendo al sito dell’Inps è necessario cliccare sull’area Servizi Online e poi selezionare dal menu l’opzione Servizi per il cittardino.

Come scaricarlo o richiederlo

Per effettuare l’accesso bisogna inserire il proprio codice fiscale (che funziona come una password) e un codice Pin rilasciato dall’Inps (oppure la chiave di log in fornita dalla Carta Nazionale dei Servizi).

Una volta entrati nella propria pagina pensionate occorre selezionare l’opzione Cud Unificato 2014 e si aprirà così il Cud 2014 che potrà essere salvato in formato Pdf. La procedura è identica sia per i pensionati che per i percettori di indennità di disoccupazione.

Il modello può anche essere richiesto agli sportelli territoriali Inps, alle postazioni informatiche self service (anche qui con il Pin Inps) oppure facendone richiesta all’indirizzo richiestaCUD@postacert.inps.gov.it (un indirizzo con maiuscole e minuscole e che più barocco e complicato non si può immaginare…). Altri soggetti ai quali si può richiedere sono i Caf, i patronati, gli iscritti all’albo dei dottori commercialisti, dei ragionieri, dei periti commercialisti e dei consulenti del lavoro, dei periti o anche tramite le poste. Il Cud si può ricevere a casa chiamando il numero verde 800.43.43.20 (da telefoni fissi) oppure al numero a pagamento (da telefoni mobili) 06.164164.

A chi e a cosa serve

Il modello Cud 2014 deve essere presentati dal datore di lavoro ai propri dipendenti o dall’ente pensionistico ai propri pensionati, per attestare le somme erogate e, quindi, le relative ritenute effettuate e versate all’Erario.

Se il contribuente non ha percepito altri redditi che devono essere assoggettati a tassazione (per esempio compensi per collaborazioni o redditi da locazione) non è obbligati a presentare altre dichiarazioni, come il modello 730 o l’Unico. Presentare modello 730 e Unico può però essere conveniente per i contribuenti che abbiano da portare in deduzione o detrazione le spese sostenute (spese mediche, mutui e ristrutturazioni).

Le novità del Cud 2014

Tre sono le novità del Cud 2014 rispetto a quello 2013:
1) è stato eliminato dalla certificazione il punto relativo al contributo di perequazione previsto sulle pensioni superiori ai 90mila euro;
2) nel campo 132 deve essere valorizzato l’ammontare dei contributi versati a favore di casse sanitarie che lo scorso anno  non abbiano ottenuto l’attestazione d’iscrizione all’anagrafe dei Fondi sanitari di cui al decreto del Ministero della Salute 27/10/2009;
3) sono state ampliate le voci relative alla previdenza complementare e in particolare è stato chiarito che in caso di contributi per previdenza complementare certificati in più CUD ma non conguagliati, è necessario verificare che non sia superato il limite di deduzione massimo annuo corrispondente ad euro 5.164,57.

Chi lo spedisce

I dati contenuti nella nel Cud vengono trascritti nella dichiarazione che ogni sostituto è obbligato a presentare all’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione del sostituto può essere consegnata a un intermediario previsto dalla legge (Caf, associazioni di categoria, professionisti), il quale invia i dati all’Agenzia delle Entrate. Tali dati verranno trattati con modalità prevalentemente informatizzate e con logiche pienamente rispondenti alle finalità da perseguire.