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Inps: via telematica per gli avvisi bonari degli anni 2008/2010

Artigiani e Commercianti iscritti alla Gestione separata INPS in allerta per verificare l’arrivo degli avvisi bonari relativi agli anni 2008/2010 direttamente sul loro cassetto previdenziale. L’INPS ha comunicato che gli avvisi bonari saranno recapitati esclusivamente attraverso il canale telematico, meno costoso ma meno pratico per le piccole e medie imprese.

L’INPS, con il recente comunicato dello scorso 11 luglio 2014, ha dichiarato di aver completato l’acquisizione dei dati inerenti i redditi percepiti per gli anni dal 2008 al 2010 dai soggetti iscritti alla gestione commercianti. Attraverso i controlli effettuati l’Istituto a proceduto ad emettere circa 1550 avvisi bonarirelativi a posizioni non in regola relative a versamenti non effettuati o a versamenti effettuati in maniera insufficiente o irregolare.

Per questo motivo artigiani e commercianti dovranno stare allerta e controllare costantemente il proprio cassetto previdenziale, perché l’INPS indirizzerà gli avvisi bonari esclusivamente attraverso questo canale telematico, senza ricorrere più ai recapiti a mezzo posta ordinaria.

La via della semplificazione scelta dall’Istituto, tuttavia, non ha trovato riscontri positivi da parte delle tantissime piccole e medie imprese iscritte, per le quali la procedura telematica è ancora troppo onerosa in termini di tempo necessario per il monitoraggio e la gestione della propria posizione contributiva. Per questo motivo le associazioni di categoria stanno pressando l’INPS affinché possano essere adottate misure alternative per la notifica degli avvisi, come ad esempio la Posta Elettronica Certificata (Pec).

Tuttavia, finché le modalità di notifica resteranno queste si renderà necessario monitorare costantemente il cassetto previdenziale alla ricerca di possibili notifiche di avvisi bonari all’interno dei quali vi sarà l’indicazione dell’anno di competenza del contributo, la quantificazione della contribuzione dovuta, le relative sanzioni e i dati per effettuare il versamento degli importi richiesti. In caso di mancato pagamento dell’avviso nei termini dovuti, scatteranno i termini per la notifica della cartella esattoriale.

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Nuova Sabatini: online il modello per la richiesta

Il modello è disponibile sul sito del Ministero dello Sviluppo economico (www.sviluppoeconomico.gov.it)

È stato pubblicato sulla home page del sito del MISE (ministero dello Sviluppo economico) il modulo di presentazione della domanda di agevolazione per la cosiddetta “nuova Sabatini”. La “nuova Sabatini”, come noto, è stata introdotta dall’art. 2, co. 1, D.L. 69/2013, così come modificato in sede di conversione dalla L. 98/2013.

Tali norme prevedono, al fine di accrescere la competitività dei crediti al sistema produttivo, l’accesso per le micro e le piccole e medie imprese – come individuate dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione del 6.5.2003 – ai finanziamenti e ai contributi a tasso agevolato. Il beneficio è ottenibile per gli investimenti, anche mediante operazioni di leasing finanziario, in macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica a uso produttivo, in hardware, software e tecnologie digitali.

La richiamata disposizione prevede la possibilità per le imprese di richiedere un finanziamento (rilasciato da una banca o da un intermediario finanziario aderente alla convenzione con Cassa depositi e prestiti, presso la quale è stata costituita la provvista di fondi) per un importo non superiore a 2 milioni di euro (e un minimo di 20mila euro) a copertura totale delle spese ammissibili. Gli aiuti saranno attribuiti nella forma del contributo in conto interessi, nel rispetto della normativa comunitaria vigente.

I fondi saranno attribuiti nella forma del contributo in conto interessi.

In particolare, a fronte del prestito ottenuto dall’impresa, è riconosciuto un contributo pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati, in via convenzionale, al tasso di interesse del 2,75% su un finanziamento della durata di cinque anni e d’importo equivalente a quello concesso.

La procedura –
 La norma in questione è stata attuata con il decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, 27 novembre 2013. Per l’espletamento dell’iter procedurale, è stato previsto un meccanismo automatico e di accesso semplificato in base al quale l’impresa presenta alla banca, tramite posta elettronica certificata, un’unica dichiarazione-domanda per la richiesta del finanziamento e per l’accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge. Una volta che la banca ha adottato la delibera di finanziamento, il Mise procede, in tempi molto contenuti, alla concessione del contributo e a darne comunicazione all’impresa.

La presentazione della richiesta – 
A partire dalle ore 9.00 del 31 marzo 2014 le imprese richiedenti potranno presentare le domande per la richiesta dei finanziamenti e dei contributi alle banche e agli intermediari finanziari aderenti alla convenzione tra Ministero dello Sviluppo economico, Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Associazione Bancaria Italiana (ABI). La presentazione delle richieste dovrà avvenire utilizzando il modello reso disponibile sul sito del MISE.

Il Modello –
 Il modulo, organizzato in 8 macrosezioni con campi interattivi, contiene anche tutte le dichiarazioni sostitutive che il richiedente dovrà rendere ai fini dell’accesso al contributo.

Le prime sezioni sono dedicate all’indicazione dei dati dell’impresa richiedente. Nella Sezione 5 viene richiesta l’indicazione della sede operative nella quale verrà realizzato l’investimento.

Da segnalare, inoltre, che nella sezione 7 dovrà essere indicata la tipologia di bene strumentale in cui si concretizza l’investimento, nonché l’ammontare dell’investimento e, nella sezione 8, va specificato se si tratta di finanziamento bancario o leasing, indicando la durata richiesta e quella del preammortamento.