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Studi di settore: segnalazione tramite sms

Avviso personalizzato che invita ad accedere al “Cassetto fiscale”

Premessa – Per le segnalazioni di anomalia degli studi di settore ai contribuenti abilitati ai servizi telematici che in sede di registrazione hanno optato per la ricezione di “Avvisi” viene visualizzato un avviso personalizzato nell’area autenticata e inviato un sms o una mail che li “invita” ad accedere al “Cassetto fiscale” per leggere la segnalazione di anomalia. Lo ha comunicato l’Agenzia delle Entrate che con la circolare n. 20 del 4 luglio 2014.

Comunicazione di anomalia – Fino al 2013, le comunicazioni delle anomalie riscontrate nei modelli studi di settore, originate dall’omessa o non corretta indicazione dei dati sono state inviate alternativamente al contribuente, in formato cartaceo o all’intermediario che ha trasmesso la dichiarazione, in via telematica (Entratel). Da quest’anno le comunicazioni di anomalia, inviate a seguito di un mero riscontro informatico dei dati dichiarati negli studi di settore, non sono più spedite in modalità cartacea (raccomandata), bensì inserite direttamente nel “Cassetto fiscale” (accessibile dall’area dedicata ai servizi online sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate).

Cassetto fiscale – 
Ai soggetti abilitati ai servizi telematici che in sede di registrazione hanno optato per la ricezione di “Avvisi”, viene visualizzato un avviso personalizzato nell’area autenticata e inviato un messaggio via e-mail o sms, con il quale li si invita ad accedere al proprio cassetto fiscale, dove è stata pubblicata una comunicazione di anomalia, al fine di prenderne visione.

E-mail – La e-mail effettuerà la seguente comunicazione “Gentile Contribuente, abbiamo pubblicato una comunicazione di anomalia nei dati degli studi di settore nella sezione degli studi di settore del suo Cassetto Fiscale. La invitiamo a leggerla. Le istruzioni per l’accesso al Cassetto Fiscale sono disponibili accedendo alla pagina del sito internet dell’Agenzia delle Entrate: Home – Servizi online – Servizi fiscali – Servizi fiscali con registrazione – Cassetto fiscale. Per l’invio di eventuali risposte relative alla comunicazione di anomalia, potrà usare l’apposito software disponibile nella sezione relativa agli studi di settore del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Pertanto non invii messaggi a questa casella di posta elettronica. Cordiali saluti. Agenzia delle Entrate”.

SMS – Per quanto riguarda l’sms la comunicazione sarà così impostata “Gentile Contribuente, nel suo Cassetto Fiscale è pubblicata una comunicazione di anomalia negli studi di settore. La invitiamo a leggerla. Agenzia delle Entrate”.

Tipologia – L’Agenzia evidenzia che il contribuente è interessato da una sola tipologia di comunicazione di anomalia. In presenza di più situazioni anomale, il soggetto è selezionato in relazione a quella ritenuta “più critica”.

Intermediario – Qualora in sede di predisposizione del mod. UNICO, il contribuente abbia richiesto che la comunicazione delle anomalie fosse inviata all’intermediario incaricato della trasmissione della dichiarazione quest’ultimo viene informato via Entratel mediante il seguente avviso: “Gentile intermediario, La informiamo che abbiamo predisposto un file in formato autenticato con le comunicazioni di anomalia nei dati degli studi di settore, per il triennio 2010-2012. Queste comunicazioni riguardano i contribuenti per i quali Lei ha inviato il modello UNICO 2013 e si è impegnato a ricevere eventuali segnalazioni. In particolare, i contribuenti hanno espresso questa scelta all’atto della firma della dichiarazione e Lei ha accettato con l’impegno alla presentazione telematica. Pur trattandosi di anomalie che necessitano ulteriori approfondimenti, invitiamo i contribuenti a valutare attentamente la situazione evidenziata, anche in vista della presentazione del prossimo modello di dichiarazione relativo al periodo d’imposta 2013. Per segnalare eventuali imprecisioni riscontrate nella comunicazione o per indicare le motivazioni dell’anomalia può utilizzare l’apposito software, pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate”.

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Modello Unico 2014, 5 consigli ai professionisti per compilarlo senza sbagliare

Modello Unico 2014, se la proroga della sua scadenza per alcuni contribuenti (come i soggetti agli studi di settore) è nota ormai da tempo, i professionisti sono comunque prossimi a dover affrontare questo ennesimo adempimento. Come essere sicuri di non sbagliare? Ecco 5 elementi ai quali prestare attenzione.

1 – Occhio alle spese di vitto e alloggio (ma non solo)

E’ importante ricordare che le spese di vitto e alloggio sono deducibili al 75 per cento, senza però oltrepassare il limite del 2 per cento dei compensi. Stessa deduzione per le spese di rappresentanza (ma con il limite fermo a quota 1 per cento). Invece, le spese affrontate per partecipare a convegni o a corsi di aggiornamento sono deducibili per il 50 per cento del 75 per cento.

2 – Come comportarsi con i costi promiscui: attenzione ai veicoli

Per costi promiscui facciamo riferimento a quelli utilizzati sia a scopi lavorativo che personale, normalmente deducibili al 50 per cento. Le spese telefoniche, invece, hanno diritto a una deducibilità dell’80 per cento. Per quanto riguarda i veicoli (compresi ciclomotori e motocicli) il Tuir stabilisce, per chi esercita arti e professioni, la deducibilità del 20 per cento, ma per un solo mezzo.

3 – Gli immobili a uso promiscuo: cosa fare in caso di leasing

Per gli immobili promiscui in proprietà può essere dedotto il 50 per cento della rendita catastale; stessa condizione per i contratti di leasing, purché stipulati entro l’anno 2006.

4 – Imu 2013: sgravi, ma non per tutti

Per l’anno 2013 anche i professionisti possono dedurre la quota del 30 per cento dell’Imu, limitatamente a quella relativa agli immobili strumentali. Sono deducibili anche eventuali importi oggetto di ravvedimento. Attenzione: non tutti gli immobili strumentali possono avvalersi di tale deducibilità. Sono esclusi, di fatto, tutti gli immobili a uso promiscuo.

5 – Il bonus per il rientro dei lavoratori: quali requisiti?

I lavoratori provenienti dall’estero che hanno scelto di avviare un’attività di lavoro autonomo in Italia, trasferendo nel nostro Paese domicilio e residenza, hanno diritto a una quota di detassazione del reddito: tale quota arriva all’80 per cento per le lavoratrici, mentre si ferma al 70 per cento per i lavoratori. Per verificare di essere titolari di tutti i requisiti necessari, basta fare riferimento al Decreto ministeriale del dicastero dell’Economia risalente al 3 giugno 2011.

Unico 2014, la proroga ufficiale arriverà domani

Il Decreto che sancisce la proroga del modello unico 2014 è pronto. Il Governo finirà domani. Il rinvio non è valido per tutti. Ecco ciò che serve sapere.

Come sempre si aspetta l’ultimo momento, ma finalmente ci siamo. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) che sancisce la proroga del Modello Unico 2014 è pronto. Domani, quando entrambi torneranno dalle rispettive trasferte istituzionali, il documento verrà firmato dal Premier Matteo Renzi e dal ministro dell’Economia Piercarlo Padoan.

I contribuenti soggetti agli studi di settore avranno quindi 25 giorni in più per preparare e presentare il Modello. A confermarlo sono fonti vicine al Governo che danno la notizia per certa, anche se per l’ufficialità dovremo attendere ancora 24 ore.

Partite Iva, negozi, artigiani, attività commerciali, lavoratori autonomi ecc., domani tireranno un sospiro di sollievo.

Nessuna sanzione dunque e neanche more o aumenti di spesa.

Una proroga ampiamente prevista, dato il ritardo con cui è stato consegnato Gerico, il software, il sistema di interscambio dati che equipara i redditi dei lavoratori sottoposti alle medie ponderate per i settori di appartenenza. Associazioni dei professionisti, Caf e commercialisti l’avevano richiesta a gran voce, in virtù anche dell’accavallarsi delle scadenze del 16 giugno, quando i contribuenti dovranno presentare Tasi, IMU e Modello 730.

La scadenza, come abbiamo già detto, slitta al prossimo 7 luglio. Coloro che non riusciranno a rispettarla potranno versare l’Unico 2014 tra l’8 luglio e il 20 agosto, pagando una maggiorazione pari allo 0,40%.

Ricordiamo che la proroga è valida solo per i contribuenti soggetti agli Studi di Settore. Tutti gli altri che presentano il modello unificato, ma non sono sottoposti a questi studi, dovranno rispettare la scadenza del 16 giugno: in questo caso, l’ultima data entro cui si può versare con la maggiorazione dello 0,4% è 16 luglio.

Parlando della presentazione, infine, le scadenze sono: 30 giugno per il formato cartaceo e 30 settembre in formato elettronico.

Sottolineiamo infine che il 16 giugno arriveranno le segnalazioni di non congruità per gli anni 2010-2012 rispetto agli Studi di Settore, di cui l’Agenzia delle Entrate ha annunciato l’inizio degli invii e che pesano sui pagamenti 2014.

Minimi a rischio controlli

Rischio evasione visto il basso prelievo impositivo

Premessa – Anche il regime dei minimi nel mirino del fisco. A scatenare il rischio evasione è stato boom dei minimi registrato dai dati sulle dichiarazioni dei redditi dal 2008 al 2011 per entrare in un regime fiscale più conveniente.

Convenienza – Niente Iva, Irap e Studi di Settore, solo un’imposta sostitutiva del 5% sul reddito: queste le convenienze del regime dei minimi, che prevede appunto la sostituzione di Iva, Irap e Irpef con un’aliquota al 5%.

Contribuenti minimi – I contribuenti minimi sono coloro che nell’anno precedente hanno conseguito compensi non superiori ai 30 mila euro, non hanno effettuato cessioni all’esportatore, servizi internazionali e non hanno avuto dipendenti o collaboratori.
Adesioni – Nel 2009 i soggetti che hanno scelto il regime dei minimi sono stati 627.322, in forte crescita rispetto all’anno precedente (+23,8%). L’aumento delle adesioni risulta ancora più accentuato dal 2008 (499.768 soggetti) al 2011 (770.163 soggetti).

Rischio – 
Per questo motivo l’allerta del fisco che ha deciso di valutare quanto la scelta di questo regime sia stata effettuata per ricavarne soltanto vantaggi fiscali. E sono partite le verifiche di situazioni considerate a rischio evasione.

Sose – A confermare tale rischio è arrivata anche la Sose (Società degli studi di settore) la quale nel corso dell’audizione del 8 aprile scorso che si è svolta in Commissione finanze al senato, avente a oggetto gli organismi della fiscalità e il rapporto tra contribuenti e fisco ha fatto presente che “l’aumento delle adesioni al regime agevolato ha creato un danno in termini di gettito, legato soprattutto alla concorrenza sleale sul mercato da parte degli operatori, che pur non in possesso dei requisiti per accedere al regime agevolato, hanno occultato parte dei ricavi conseguendo un ingiustificato vantaggio. Nell’insieme, quindi, si sono venuti creare una serie di effetti distorsivi come la perdita della progressività di imposta per i soggetti minimi titolari di altri redditi, la trasformazione di rapporti di lavoro dipendente in attività produttive regolate dal nuovo regime dei minimi, la tendenziale contrazione del livello degli investimenti in beni strumentali (il soggetto minimo non deve aver effettuato nel triennio precedente acquisti di beni strumentali di importo superiore a 15.000 euro), il disincentivo al mantenimento di rapporti stabili di lavoro con tendenziale induzione al lavoro irregolare, la possibilità di annotare maggiori rimanenze finali, la progressiva eliminazione di società di persone e studi associati, l’incentivo alla deduzione di costi non inerenti”.

Studi di settore – Per la Sose, invece, l’introduzione degli studi di settore ha, complessivamente, determinato effetti positivi sulla lotta evasione fiscale. “Nel 1995 il volume d’affari non dichiarato era del 42,2%, già nel 2000 i livelli erano scesi al 29,4%, per arrivare al 15,9% nel 2010 e assestarsi sul 12,1% nel 2012”.

Studi di settore a prova di crisi.

Ok degli esperti ai correttivi 2013
Nel 2012, congrui 7 contribuenti su 10. Aumentato del 15% il numero di coloro che hanno utilizzato il campo annotazioni del modello in relazione alla crisi economica.
La Commissione degli esperti per gli studi di settore ha dato l’ok ai correttivi anticrisi per il periodo d’imposta 2013. Il via libera è arrivato nella mattinata di oggi, durante la riunione della Commissione sul tema degli interventi finalizzati a tenere conto degli effetti dell’attuale congiuntura economica negativa.
Nel corso dell’incontro è emerso che il numero di contribuenti che risultano naturalmente congrui si è andato ampliando nel corso degli anni. In base ai dati 2012, risulta un rapporto di sette contribuenti su dieci (il 73,30% del totale).
Cresce, inoltre, il numero dei contribuenti che hanno usato il campo annotazioni degli studi di settore per motivare casi particolari di non congruità (come nell’ipotesi di periodi di anomalo svolgimento dell’attività): dai 309mila del 2011 si è passati ai 356mila del 2012 (+15,19%).
Il numero di contribuenti che hanno utilizzato il campo annotazioni in relazione alla crisi economica è invece salito da 56mila (2011) a 65mila (2012) con un aumento del 15,07 per cento.

Tipologie di correttivi anticrisi
I correttivi su cui si è espresso il gruppo di esperti ricalcano nella sostanza quelli previsti per il periodo di imposta 2012 e si distinguono nelle seguenti quattro categorie:

  • interventi relativi all’analisi di normalità economica
  • correttivi specifici per la crisi
  • correttivi congiunturali di settore
  • correttivi congiunturali individuali.

La prima categoria di correttivi fa riferimento all’indicatore “durata delle scorte” ed è applicabile nel caso di aumento di merci e prodotti invenduti in magazzino e contrazione delle vendite. Pertanto, questa categoria interessa coloro che, seppur coerenti rispetto alla gestione delle esistenze iniziali, hanno realizzato una contrazione dei ricavi nel periodo d’imposta 2013 rispetto al 2012.

La seconda categoria è limitata ad alcuni settori interessati dall’incremento dei prezzi del carburante. In particolare, si riferisce agli studi VG72A (attività di trasporto con taxi e noleggio di autovetture con conducente), VG68U (trasporto di merci su strada e servizi di trasloco) e VG72B (altri trasporti terrestri di passeggeri).

La terza categoria di correttivi, i cosiddetti correttivi congiunturali di settore, ha lo scopo di tener conto della contrazione dei margini e del minor utilizzo degli impianti.

La tipologia dei correttivi congiunturali individuali ha, invece, l’obiettivo di cogliere la ritardata percezione dei compensi a fronte delle prestazioni rese. Accedono a questo correttivo i contribuenti non congrui, che presentano nel 2013 una riduzione dei costi variabili dichiarati rispetto al biennio precedente (2011-2012).

Monitoraggio a tutto campo
L’attività di monitoraggio della crisi, su cui si è basato il lavoro della Commissione, prende le mosse da una corposa raccolta di informazioni (fornite dagli Osservatori regionali, dalle Associazioni di categoria, dalla Banca d’Italia, dall’Istat e da Prometeia), oltre che dall’analisi dei dati contenuti nelle comunicazioni e nelle dichiarazioni annuali Iva.
Le elaborazioni sono state realizzate su un panel di circa 2,1 milioni di contribuenti che applicano gli studi di settore.